Resettare, ovvero come correggere gli errori di note e/o diteggiature

Troppe volte leggiamo frettolosamente e senza prestare molta attenzione allo spartito, rischiando di suonare in modo scorretto o anche soltanto non ottimale dal punto di vista della diteggiatura. Non mi stancherò mai di ripetere che, dopo la curiosità e l'entusiasmo della prima lettura, dobbiamo subito affrontare lo spartito con molta pazienza, leggendo a mani separate e lentamente anche i brani apparentemente semplici, in modo da poter ricevere il giusto "imprinting".

Per taluni questo può sembrare un consiglio superfluo, ma dopo anni di docenza, spesso constato che alcuni colleghi sono decisamente contrari allo studio a mani separate, considerandolo inutile, se non dannoso. La loro spiegazione è che il cervello quando presiede al movimento delle due mani agisce in modo differente rispetto a quando comanda una mano sola.

Ovviamente, niente è più falso di questa convinzione, poiché l'attenta osservazione dei gesti e prima ancora delle note e delle diteggiature, ottenibile esclusivamente con lo studio a mani separate, in realtà accelera il processo di apprendimento di un brano e diminuisce drasticamente il margine d'errore. Se tuttavia scopriamo di aver letto e studiato una o più note sbagliate, anche se l'errore si é ormai radicato, possiamo "resettare" il nostro cervello ristudiando a mani separate il passaggio, controllando la diteggiatura (e se possibile, variandola, cosa che favorisce la correzione), poi analizzandolo armonicamente e infine scomponendolo in cellule o micro-cellule (vedi paragrafo successivo) [...]

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