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Il tasto giusto Caterina Vivarelli

Negli ultimi anni ho sviluppato un metodo didattico personale, volto a migliorare e velocizzare l'apprendimento motorio nella pratica pianistica, e che in particolare tiene conto delle interazioni neurofisiologiche implicate nello studio del pianoforte.

Oggi non è difficile leggere metodi e trattati pianistici, sia cartacei che digitali, vista la facilità di reperire video e lezioni on-line. Tuttavia, nel corso della mia ormai lunga attività di docente, sono giunta alla conclusione che ogni insegnamento, per essere efficace, debba necessariamente partire dall'attenta osservazione dell’allievo e adattarsi alle sue peculiarità.

Le ultime ricerche dal punto di vista delle neuroscienze mettono in luce la possibilità quasi infinita del nostro cervello di creare sinapsi, cioè collegamenti, e questa formidabile capacità sta alla base della mia ricerca sulla didattica del pianoforte.

Il file è scaricabile alla pagina Lezioni di piano

MITO

CANTI DELL'ALBERO - Torino

Torino / Sabato 14 Settembre 2019

Casa Teatro Ragazzi e Giovani / ore 16:00

I CANTI DELL'ALBERO

È la storia di due ragazzini che si perdono in un bosco e si ritrovano grazie alla musica. È lei – l’incantevole raccolta Ma mère l’oye, che Ravel dedicò al mondo dell’infanzia – a consentir loro di assistere a narrazioni fiabesche, facendoli viaggiare nei cinque continenti.

PRIMA RAPPRESENTAZIONE

Drammaturgia e testi Guia Risari
Supervisione musicale Caterina Vivarelli
Elementi scenografici Alice Delorenzi
Disegno luci Sara Brigatti

Musica di Maurice Ravel

In scena
Alice De Bacco
Pierre Jacquemin
Sergio Scibilia
Ylenia D'Introno
Valeria Vitelli
, pianoforte

Controluce Teatro d’Ombre

Cora De Maria, Alberto Jona, Jenaro Meléndrez Chas

In collaborazione con
Conservatorio di Torino
Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani

Posto unico numerato € 5

A partire dai 6 anni
Durata 55’

Acquista biglietto

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MITO

CANTI DELL'ALBERO - Milano

Milano / Domenica 15 Settembre 2019

Teatro Bruno Munari / ore 16:00

I CANTI DELL'ALBERO

È la storia di due ragazzini che si perdono in un bosco e si ritrovano grazie alla musica. È lei – l’incantevole raccolta Ma mère l’oye, che Ravel dedicò al mondo dell’infanzia – a consentir loro di assistere a narrazioni fiabesche, facendoli viaggiare nei cinque continenti.  

PRIMA RAPPRESENTAZIONE

Ideazione, messinscena e regia
Controluce Teatro d’Ombre
Cora De Maria, Alberto Jona, Jenaro Meléndrez Chas

Drammaturgia e testi Guia Risari
Supervisione musicale Caterina Vivarelli
Elementi scenografici Alice Delorenzi
Disegno luci Simona Gallo

Musica di Maurice Ravel

In scena
Alice De Bacco
Pierre Jacquemin
Sergio Scibilia
Ylenia D'Introno
Valeria Vitelli
, pianoforte

In collaborazione con Conservatorio di Torino

A partire dai 6 anni
Durata 55’

Acquista biglietto

 

 

L'insegnamento


Dopo il diploma e i corsi di perfezionamento in Europa e negli Stati Uniti, mi sono dedicata per molti anni esclusivamente allo studio e alla carriera concertistica. Anni di viaggi, confronti, esperienze indimenticabili, ma difficili da conciliare con una stabile vita privata.

Per questo, con la nascita dei miei due figli, ho scelto senza rimpianti l'insegnamento, e mi sono resa conto che anche attraverso la didattica potevo dare agli altri qualcosa della mia musica. All'inizio di questo nuovo percorso mi sono affidata alle mie molteplici esperienze come allieva di grandi maestri, ai tanti metodi studiati e naturalmente al mio istinto musicale.

Oggi, dopo venticinque anni di docenza, sono convinta che teoria e intuito vadano accompagnati dal rispetto per la personalità di ciascun allievo.
Poiché ogni individuo assimila uno stesso insegnamento in modo diverso, ciò che può fare la differenza nella resa tecnica e musicale dello studente sono l'osservazione e l'ascolto empatico da parte del docente.

Il buon insegnante non è colui che plasma l'allievo a propria immagine, ma sa cogliere e accogliere le differenze, e instancabilmente opera per trasformarle in punti di forza. Ciò richiede, da parte di chi insegna, flessibilità e umiltà: anche chi insegna non finisce mai di imparare.

La didattica è un lavoro fondato non solo sul l'autorevolezza e l'esperienza, ma anche sulla reciprocità. È un work in progress, il cui unico punto fermo è, e deve essere sempre, il rispetto del testo.

Da questo instancabile desiderio di approfondire sono nate queste considerazioni didattiche...
© 2016 - Caterina Vivarelli - Foto: Paola Fiorentini - Web design: Carla Marchisio